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I DISTURBI DEL SONNO IN ESPONENZIALE AUMENTO: capiamo perchè e cosa fare (1° parte)

I DISTURBI DEL SONNO IN ESPONENZIALE AUMENTO: capiamo perchè e cosa fare (1° parte)

Nonostante la famosa quarantena per il contrasto del contagi ...

SISTEMA IMMUNITARIO e RESPIRAZIONE DIAFRAMMATICA

SISTEMA IMMUNITARIO e RESPIRAZIONE DIAFRAMMATICA

COME AGISCE IL SISTEMA IMMUNITARIO Essere immuni vuol dire ...

LA NOIA.... The Boredom!

LA NOIA.... The Boredom!

Mai così come in questo momento potremmo entrare in contatto ...

IL CORONAVIRUS SPIEGATO A I PIU' PICCOLI

In questi giorni i contenuti sul tema del Coronavirus v ...

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Sveglia, Alzati, Tempo Di, Sonno, LettoNonostante la famosa quarantena per il contrasto del contagio da Covid-19 sia finita molte persone riportano come stato un aumento dei disturbi del sonno.

A chi non è mai capitato una notte di non riuscire a dormire!

I disturbi del sonno colpiscono molte persone, pregiudicando, in alcuni casi, la qualità della loro vita e alterando le normali attività fisiologiche del loro corpo. Molte persone non sanno come affrontare questi disturbi né tanto meno come risolverli. La mancanza di sonno può causare stanchezza cronica, diminuzione dell’attenzione e della concentrazione e irritabilità. Un’insonnia prolungata, inoltre, può avere effetti dannosi sulla salute.

 

Ma cosa sono i disturbi del sonno?

Per disturbo del sonno si intende ciò che va ad alterare la qualità e la stabilità del nostro sonno.

Quando si parla di disturbi del sonno, il più delle volte l'ascoltatore pensa immediatamente all'insonnia. L’insonnia è il disturbo più frequente ma non è l’unico.

A tutti, come dicevamo è successo di trascorrere, almeno occasionalmente, qualche notte senza riuscire a dormire. E sulla base di questa personale esperienza si tende spesso a far coincidere la definizione generica di "disturbo del sonno" con l'insonnia. Ciò in realtà non corrisponde del tutto alla realtà clinica.

 

L’insonnia è l’incapacità di avere un sonno adeguato per qualità e quantità, i soggetti hanno molti risvegli o fanno fatica ad addormentarsi. Normalmente colpisce tra il 10 e il 15% della popolazione generale, mentre quasi il 40% degli italiani ha almeno un episodio di insonnia all’anno. L’insonnia diventa una patologia quando dura per almeno 3 notti a settimana e prosegue per mesi, almeno più di 30 giorni. È una patologia cronica se supera l’anno.

Le principali conseguenze dell’insonnia sono:

- astenia, ossia una stanchezza significativa;

- disturbi dell’attenzione, della concentrazione e della memoria, soprattutto sul lavoro;

- eccessiva sonnolenza diurna;

- disturbo dell’umore;

- ansia e facile irritabilità. 

 

L’American Accademy of Sleep Medicine (AASM) prendendo in considerazione i disturbi del sonno ne delinea quattro categorie:

1)      disturbi dell'inizio e del mantenimento del Sonno o insonnie;

2)      disturbi da eccessiva sonnolenza o ipersonnie;

3)      disturbi del ritmo Sonno-veglia;

4)    disturbi associati al Sonno, a stadi del Sonno o a risvegli parziali, complessivamente chiamati parasonnie.

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COME AGISCE IL SISTEMA IMMUNITARIO

Essere immuni vuol dire essere protetti. Il sistema immunitario nel nostro corpo ha questo compito, diciamo quello di lottare contro le infezioni. Se il corpo è debilitato, possiamo direSangue, Cellule, Red, Medico, Medicina che diminuisce questa sua capacità di sconfiggere intruso e ci rende più vulnerabili a certe malattie.

Sappiamo che le principali cellule del sistema immunitario sono i leucociti o i globuli bianchi.

Quando l’organismo capta una minaccia, queste cellule si mobilizzano e viaggiano nel sangue fino al punto nocivo. Le sue funzioni sono quelle di riparare il tessuto danneggiato, di contenere la diffusione dell’infezione e di produrre le sostanze che promuovono il dolore, gli algogeni.

L’infiammazione è il mezzo di cui il sistema immunitario usa per far fronte alle infezioni, sia quelle causate dai batteri, funghi, virus, protozoi o dai prioni. Capta le particelle che risultano nocive per la salute e, prima della loro invasione, reagisce attaccandole e distruggerle.

L’infiammazione così passa solo quando la minaccia sparisce.

 

GLI STUDI CHE COSA DICONO!

Il sistema immunitario è in stretta relazione con il sistema nervoso autonomo, si sa’ ormai che tecniche di respirazione possono ridurre la produzione delle sostanze che stimolano i processi infiammatori e aumentare le sostanze antinfiammatorie.

Ricordiamo una delle ricerche, nota è quella della tecnica, messa a punto dal recordman di resistenza al freddo, Wim Hof. Applicando una tecnica di respirazione e meditazione da lui sviluppata, Hof è in grado di mantenere normale la propria temperatura corporea anche dopo un’ora di immersione senza vestiti in una vasca di ghiaccio, un tempo normalmente sufficiente a indurre un'ipotermia mortale. I ricercatori avevano scoperto che Hof riusciva ad alterare volontariamente l'attività del suo sistema nervoso simpatico, che a sua volta influiva sul sistema immunitario attraverso l'attivazione dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene.

Attraverso studi ulteriori con controllo gli studiosi hanno suggerito la possibilità di usare tecniche respiratorie come terapia di supporto a malattie autoimmuni come l'artrite reumatoide e le malattie infiammatorie intestinali, diminuendo così il ricorso ai farmaci, e quindi anche agli effetti collaterali.

 

I SISTEMI INTEGRATI: i trucchi per rafforzarlo

Della respirazione se ne parla molto, ma non sempre in modo chiaro e preciso. Alcune tecniche dicono che bisogna forzarla, altre allungarla, altre ancora trattenerla e così via.

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In questi giorni i contenuti sul tema del Coronavirus viaggiano a tempi record.

Avere a disposizione articolipiattaforme, video e molto altro, dove trovare informazioni utili per spiegare il Coronavirus ai bambini, per proteggerli al meglio e per rimanere attivi e consapevoli nell’affrontare insieme questa situazione è molto utile. 

Intanto è importante poter parlare ai bambini in modo tranquillo e chiaro trovando un giusto equilibrio, è necessario dare spiegazioni di cosa sta accadendo e facilitare l'insegnamento delle norme base per la prevenzione del contagio. 

Ma  dato che il messaggio comunica spesso ansia e allarmismo è indispensabile riuscire a trasmettere fiducia. I piccoli non aspettano le spiegazioni degli adulti per interpretare il mondo, ma si creano una loro personale idea. Per questo è fondamentale parlare con loro, anche per evitare che la loro idea si formi sbagliata o confusa.

Come sappiamo i video anche in forma di cartoni per i bambini sono delle risorse preziose che ci aiutano a spiegare il Coronavirus ai più piccoli alleggerendoli dalle paure, vi consiglio questo link, un video realizzato da una collega. Un video cartoon semplice con un linguaggio facile da guardare insieme ai più piccoli https://www.youtube.com/watch?v=-Kl8B03Wr_c . Di grande efficacia il video dove è un bambino che spiega a altri bambini cosa è il Covid-19. https://www.youtube.com/watch?v=ttfyyQGdZFg e infine un video realizzato dalla Federazione Italiana Medici Pediatri per spiegare con 7 regole come proteggere bambini e adulti. https://www.youtube.com/watch?v=OVkrU7g6b-4

buona visione a tutti

 

a cura della Dr.ssa Cristiana Salvi

Tempo, Donna, Faccia, Routine DiMai così come in questo momento potremmo entrare in contatto con un vissuto di NOIA.

A tutti è capitato, almeno una volta nella vita, di annoiarsi: non saper come passare un pomeriggio, non trovare nessuno disponibile per uscire una sera, etc..

Vediamo di capire meglio questo sentimento e perché?

La Noia è una sensazione di vuoto momentaneo che nasce dal bisogno di ricercare continuamente nuovi stimoli, ma allo stesso tempo di avere la sensazione di essere in stallo emotivo.

In un aspetto legato alla vitalità e alla dinamicità possiamo dire che più siamo abituati a tenerci attivi, più abbiamo desideri, più siamo ricchi di idee e di interessi, più saremo propensi ad annoiarci quando questi verranno meno, sentendo un grande senso di vuoto, una sensazione di impotenza e di stare “perdendo” il nostro preziosissimo tempo.

Questo momento storico ci mette a dura prova mettendoci in contatto più frequentemente con noi stessi, il tempo a disposizione è totale ed è notevolemente rallentato….

Spesso la noia è legata ad una insoddisfazione o disinteresse per qualcosa o qualcuno e, se non capiamo bene questo, probabilmente questa sensazione si estenderà in diversi ambiti della nostra vita, prendendo un ruolo dominante. La persona annoiata potrebbe anche sentirsi tale quando non è più stimolata dall’ambiente circostante.

La noia non è poi così negativa, perché è un segnale psicologico che potrebbe stimolare la nostra creatività ed il bisogno di metterci in discussione.

Ascoltarla ci può far capire di quale cambiamento, stimolo, obiettivo abbiamo bisogno per ritrovare l’entusiasmo perso.

Al giorno di oggi, soprattutto con l’avvento dei cellulari e dei social network, siamo poco abituati a contattare questa emozione, tentando di soffocarla all’istante. Se ci confrontiamo con gli adolescenti scopriremo come mai si annoiano così frequentemente. Riempire la noia con la tecnologia, a lungo andare, dobbiamo sapere che potrebbe provocare altra noia difficilmente colmabile, e qui che si entra nel circolo vizioso della noia: fare qualcosa per non annoiarsi e scoprire che questo ci crea ancora più noia.

Alcune ricerche condotte presso l’Università di York hanno dimostrato che spesso la noia è legata alla mancanza di connessione con le nostre emozioni e quindi alla difficoltà di riconoscerle o gestirle.

Le persone che si annoiano si lamentano spesso del fatto che non ci siano abbastanza stimoli: in realtà ad essere noiose non sono né le persone, né le situazioni, ma è la modalità spenta con cui ci approcciamo alla vita.

 

Nel prossimo articolo affronteremo …. Cosà è la noia? Conosciamola più a fondo….

a cura di Dr.ssa Cristiana Salvi

Questo è un momento di allerta mondiale e in tutti noi vengono sollecitate reazioni immediate per fronteggiare la situazione. Una delle emozioni emergenti è la PAURA, emozione primaria necessaria per la sopravvivenza umana perché utile alla difesa e al senso di sopravvivenza. Questa emozione va vissuta perché ci mette in salvo dai rischi, quindi ben venga che noi la sentiamo e la contattiamo.

Ma se veniamo assaliti dal CORONAVIRUS e lo percepiamo come un pericoloso predatore e inarrestabile, rischiamo di attuare comportamenti impulsivi, frenetici e irrazionali che possono essere controproducenti. ANSIA e PANICO generalizzato, vuol dire che ogni situazione viene percepita come rischiosa e allarmante. In alcuni soggetti si sviluppa anche una situazione di ipocondria, intesa come tendenza a eccessiva preoccupazione per il proprio stato di salute percependo ogni minimo sintomo come un segnale inequivocabile di infezione da Coronavirus.

Ma possiamo sentire anche RABBIA, FRUSTRAZIONE e SENSO di DISORIENTAMENTO e questo ci porta inevitabilmente a rimanere incollati alla televisione, a leggere i quotidiani, a cercare online le ultime notizie, mossi dal desiderio insaziabile di rimanere aggiornati sul virus che sta paralizzando il mondo intero.

Il COVID-19 sta intaccando la parte emotiva di ognuno di noi ed è per questo che è importante imparare ad orientare i propri pensieri, emozioni e comportamenti in modo più adattativo

Il ruolo centrale della flessibilità cognitiva e della stabilità emotiva come fattori protettivi rispetto alla percezione del rischio sono fondamentali. Le persone da questo punto di vista più in grado di affrontare situazioni incerte ma anche maggiormente in grado di gestire situazioni di stress e di regolare le emozioni negative come l'ansia e la rabbia, riescono ad adattarsi meglio, mettendo in campo delle risorse mentali in grado di ridurre i livelli di preoccupazione e di impatto sociale del virus.

Una limitata dose di paura e allerta sono necessarie, anzi fondamentali per potersi attivare senza perdere di lucidità. L'ottimismo è un altro fattore protettivo importante che permette, anche di fronte a una preoccupazione, di sentirne meno gli effetti.

Seguire le poche ma preziose indicazioni delle autorità sanitarie richiede un minino di attivazione e concentrazione.

 
LE RACCOMANDAZIONI

  1. Lavarsi spesso le mani. Si raccomanda di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici, palestre, supermercati, farmacie e altri luoghi di aggregazione, soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani.
  2. Evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute.
  3. Evitare abbracci e strette di mano.
  4. Mantenimento, nei contatti sociali, di una distanza interpersonale di almeno un metro.
  5. Igiene respiratoria (starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie).
  6. Evitare l'uso promiscuo di bottiglie e bicchieri, in particolare durante l'attività sportiva.
  7. Non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani.
  8. Coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce.
  9. Non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico.
  10. Pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol.
  11. Usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o se si presta assistenza a persone malate.

Tratto da:

Covid-19, nuove raccomandazioni di igiene contro il virus

http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=4156

 

a cura Dr.ssa CRISTIANA SALVI

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