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dp parto2ESSERE UN PO’ TRISTI DURANTE LA MATERNITA’ 

I disturbi dell’umore legati alla Gravidanza e al dopo Parto

Durante il periodo della gravidanza sempre più donne attraversano momenti di “depressione” che spesso si presentano in maniera più forte e intensa nel periodo subito dopo il parto. Si presentano sensazioni di ansia, a volte anche di angoscia verso i cambiamenti fisici ed emotivi, pensieri e preoccupazioni , vissuti di insicurezza e sentimenti di forte inadeguatezza nell’accudimento del neonato. Sintomi come stanchezza, esagerata emotività, disturbi del sonno e variazioni dell’appetito possono essere confusi con quelli della gravidanza invece che valutati come segni importanti di ansia e depressione.

Molti sono i termini usati e avere un po’ di chiarezza può esserci di aiuto.

Precisamente quella che viene conosciuta come Baby Blues, o Maternity Blues, o Disforia post-partum, o Depressione produttiva consiste in una serie di disturbi dell’umore, temporanei e passeggeri, che talvolta colpiscono le neomamme anche laddove la gravidanza sia stata fortemente desideratae abbia avuto un decorso del tutto normale. dp parto5

Questo perché durante la gravidanza la concentrazione degli estrogeni e del progesterone aumenta progressivamente per poi scendere rapidamente nelle prime 24 ore dopo il parto. Alcuni studi a tale proposito hanno messo in relazione tale mutamento con insorgenza di sentimenti depressivi, tali cambiamenti ormonali determinano insorgenza di sbalzi d’umore un po’ come succede al alcune donne durante la fase mestruale. Sentimenti e emozioni come senso di inadeguatezza, angoscia, tristezza latente spesso accompagnata da crisi di pianto e frequenti sbalzi di umore, assenza di interesse nei confronti del bambino appena messo al mondo, inappetenza…. sono possibili segnali di questo stato depressivo non patologico.

Tali sintomi presenti tra il 3 e 5 giorno scompaiono all’incirca entro i primi 15 giorni grazie al sostegno del partner e della famiglia. Molti studi e ricerche hanno dimostrato inoltre che anche l’allattamento al seno svolge un ruolo positivo, in quanto la produzione dell’ormone della prolattina ha una funzione protettiva verso vissuti depressivi.

Quando intensità e la durata di questi sintomi cambia in modo significativo allora è possibile parlare di una vera e propria “Depressione post-partum” (DPP). Di seguito citiamo alcuni fattori di rischio che sono stati individuati grazie a una serie di studi e ricerche:

  • presenza di psicopatologia nella famiglia
  • essere ragazze madri
  • salute del bambino
  • bambino difficile da gestire
  • scarso sostegno sociale
  • gravidanza non pianificata
  • avere 2 o più figli
  • stress parentale prenatale
  • disoccupazione
  • problematiche personali (es. pessimismo, passività, tendenza la controllo…)
  • livelli di depressione nel partner
  • fattori genetici

dp parto6Un disturbo meno frequente delle DPP che colpisce 1-2 donne su 1000 è la “Psicosi Puerperale”, la cui insorgenza è rapida e grave, solitamente entro i 3 mesi dal parto. La donna ha una psicosi post-partum che la porta ad avere una perdita di contatto con la realtà, allucinazioni, gravi disturbi del pensiero e comportamenti ormonali, stati confusivi, oscillazione tra vissuti e comportamenti depressivi a stati maniacali di euforia e energia eccessiva.

 Cosa si può fare?

Inoltre il fatto di sensibilizzare la donna a chiedere aiuto per soddisfare i propri bisogni è un elemento centrale e preventivo rispetto all’insorgenza della baby blues. Il sostegno è la terapia centrale in questo fenomeno. Poter superare emozioni come imbarazzo e vergogna, sensi di colpa per sentirsi depresse in un momento così bello della vita… è importante, sicuramente trovare uno spazio protetto in cui poter condividere, confrontarsi con i propri vissuti. Un gruppo dopo il parto rivolto non solo alle neo-mamme ma anche ai neo-genitori può essere una risorsa fondamentale per facilitare il superamento di questi vissuti emotivi.

Oggi fortunatamente molti corsi di Benessere e di Preparazione al parto non si focalizzano solo come obiettivo evento del parto ma prevedono sempre di più uno spazio di confronto e di ascolto.

dovute ad una serie di fattori, tra i quali i cambiamenti ormonali, spossatezza dopo il travaglio, sbalzi emotivi come il fatto di diventare madri

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